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sabato 15 ottobre 2016

Chicco il cagnolino nero della Fattoria


                               Chicco
                                     Il cagnolino nero della Fattoria
Eccomi anch'io qui. Come ci sono arrivato? Bene, i figli del padrone della Fattoria mi hanno visto nella cucciolata che ha fatto mamma in un paesino qui accanto e mi hanno preso con loro perché diciamo tra parentesi che io ero il più carino di tutti. Sono un meticcio, ma non è forse vero che noi della nostra razza siamo particolarmente affettuosi? Mi hanno chiamato 'Chicco' perché sono tutto scuro come un chicco di caffè. Ho il pelo lungo e ricciolino, gli occhi sono castani ma se li chiudo, si fa fatica a vedermi al buio.
Sono bravissimo a recitare, quando con questi miei occhi sdolcinati, guardo qualcuno se voglio qualcosa la ottengo, ci cascano tutti. Penso a questo punto di contattare gli Studi della Walt Disney, prenderò solo alcuni consigli dalla attrice “China” la lumachina che sta nel orto!
Ora vi voglio raccontare quel che è successo arrivando qui in fattoria. Per primo mi hanno portato in una cuccia enorme che la chiamano 'garage' e che viene riscaldata da un forno dove bruciano le ''Pannocchie di Granturco'' sgranocchiate. Proprio per questa strana abitudine che ha il padrone di qui, di riscaldare sia il garage che la casa con il Granturco, le sorellastre di queste ossia le ''Spighe di Grano'', ci sono di molto arrabbiate, ma io dico: che vogliono quelle, che io stia al freddo? Ci mancherebbe altro, già è tanto che il padrone di qui non bruci anche loro!
E' si, ci sto proprio bene qui al calduccio, oltretutto ho tanto spazio per fare i miei bisognini, li posso fare dappertutto. A proposito di bisognini...
Si da il caso che quando i miei padroni sono andate in ferie, io sia stato affidato alle cure di una tata che si chiama Isabella, ed è l’inquilina della fattoria. Premurosa, mi porta in casa sua, una bella cuccia che invece di un solo stanzone, ne aveva quattro, ma essendo io abituato nel garage a fare la pipi là dove mi pareva ecco qui, in questo posto non era permesso, cosi quando l'ho fatta nella cucina, si è arrabbiata moltissimo, allora ho pensato: la faccio nella sala da pranzo e anche qui niente da fare, mi ha sgridato e mi ha portato fuori in giardino per farmi capire che era lì che la dovevo fare. Ma come no, fuori al freddo? Lei fuori al freddo non ci va, e allora perché ci dovrei andare io? Ho notato che la faceva nel bagno di casa sua e allora per farla contenta ci sono andato anch'io lì, l’ho fatta nel tappetino e non solo la pipi ma anche qual’cosa altro. Mamma mia come si è incavolata, sapete che ha fatto? Mi ha riportato nel garage, non che questo mi fosse dispiaciuto perche ho riacquistato la mia libertà, ma ci sono modi di dire e fare le cose, o perdinci! Cosa crede di essere? Si ricordi lei, che ci sono delle a Associazioni per la nostra protezione Ma è mai possibile che questi umani devono essere sempre cosi complicati?
Comunque l’ho perdonata, anche perché, questa tata veniva regolarmente a darmi da mangiare, con lei ho imparato il sapore delle polpette e degli hamburger, altro che i soliti croccantini! Si capisce che da quel momento in poi anche se quelli 'altri sono i miei padroni ufficiali io quando lei arriva non voglio sapere di storie, mollo tutto e tutti e gli corro incontro con la coda scodinzolando.
Ora voglio che sappiate che l'inverno scorso ha nevicato tantissimo e io uscendo dalla mia cuccia ho visto in mezzo al prato un pupazzo di neve che assomigliava tutto a l’Isabella, solo il naso era a forma di carota.
Allora ho pensato: mamma mia, poverina si è congelata! Preso dal mio amore per lei e anche per il senso di gratitudine nei suoi confronti, chiamai immediatamente dal mio cellulare ''Nardo'' il S. Bernardo che sta in montagna al' Abetone, lui sì che di salvataggi con la neve si intende, cosi arrivando con il suo barile pieno di grappa perché questa essendo portoghese il brandy non gli piace, ha iniziato a grattare, ma sotto quel cumulo di neve lei non c'era!!! Boh??
Ad un tratto la vidi arrivare a piede tutta infreddolita, era nera, più nera di quello che sono io. Di regola, arriva sempre con la macchina, ma a due chilometri da qui ha slittato con quella è, giù per la discesa di Lucignano che pareva che slittasse con il '' bob''! per fortuna non si è fatta niente, ma avete pensato al rischio che Io ho corso se gli accadeva qualcosa? Addio polpette, addio hamburgers, che spavento!!!
Ma passiamo ad altro. Qui alla fattoria, il mio padrone oltre a bruciare le “Pannocchie” per riscaldarsi, ha anche un’altra strana abitudine, cioè, quella di tagliarsi i capelli corti corti, ma immancabilmente come è già stato descritto nel racconto di “Lino e Alina e cinghialini ”, sbaglia il numero nelle macchinetta e perciò diventa completamente rasato. Uno, in cuor suo, vedendolo può anche pensare che, parino sia stato recluso. Ma questo non sarebbe stato niente se non gli fossi venuto in mente di farmi lo stesso e cosi ha preso la macchinetta e senza chiedermi alcun permesso mi ha lasciato pelato! Credo penso che sia stato solo per il comune senso del pudore mi abbia risparmiato la coda pelosa, sapete siamo maschi, lui porta i slipini ma io per coprirmi che cosa ci avrei messo? Certo che con la razza umana ci vuole tanta di quella pazienza!
Questa cosa della rasatura ha fatto di molto arrabbiare le pulci, perché queste erano abituate a prendermi come taxi per i loro spostamenti e non spendendo niente. Ora purtroppo, devono andare nel canile vicino che sta a due chilometri da qui, per prendere un mezzo di trasporto e questo gli crea dei disagi non indifferenti. Sono così incavolate che stanno pensando seriamente di chiedere al mio padrone, un risarcimento danni staremo a vedere.
C’è una novità, sembra che per l’Estate prossima verrà a stare qui per una settimana ospiti di Isabella, una certa cagnolina Nerina si chiama, è una di città, chissà si riuscirò a conquistarla?
 Da quello che ho sentito è una che ha i gusti raffinati e la puzza sotto il naso, ma con o senza raffinatezze sempre una femminuccia è!
E’, si la vita da single mi ha stufato, ho bisogno di ammogliarmi e ho pensato che per convincerla di portarla al cinema e comprare i “Pop Corn” a vedere “Lilli e il vagabondo”, anche loro erano de due estrazione diverse, Lilly tutta cuccia e padroni, lui invece Biaggio tutto un girovagare per le campagne, senza padroni ne cuccia. Sia chiaro però che a differenza di lui, io sia di un grado superiore cioè, non sono un randagio qualsiasi e questo si capisce, gioca a mio favore.
Speriamo che non mi faccia spendere i soldi e dopo che si è visto si è visto, ma si dovesse succedere è chiaro che non ho alcuna intenzione di dividere con lei le polpette che mi porta la mia Isabella, come ha fatto quel grullo di Biaggio con Lilly, ci mancherebbe altro, perciò se non gli sta bene che torni a Torrita di Siena dalla sua padrona la “Guglielmina” ma vada a morire ammazz……!  Anzi, se proprio mi dovrei sentire solo posso sempre contattare la Walt Disney perché mi presentino “Rosita Chiquita Chiuaua” o se no Gilda la soubrette di quel film. Che ne dite?

… scusate ma e l’ora di pranzo è arrivata l’Isabella con le mie polpette


 …. Arrivederci…

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